Riflessione mattutina
Buon giorno cari lettori,
Questa mattina ci sono 14 gradi Celsius e tanta voglia di scrivere e condividere una frase appena sentita in cucina, ma andiamoci a gradi (bello il gioco di parole)...
Mi sono svegliata alle 9:30, la prima lezione all'università è stata cancellata per un problema organizzativo quindi ho preso il giorno alla leggera, sono rimasta un pò sui social, vizio mattutino da anni che col tempo ho provato a diminuire, ho aperto la finestra per far entrare aria fresca, ho aperto la porta della mia stanza e sono andata diritta alla mia caffettiera monodose per far risvegliare i miei sensi, i miei ricordi e la casa.
Ho fatto colazione con fiocchi d'avena e semi di Chia aggiungendo un bel cucchiaino di miele di cardo.
Il sapore è dolce, equilibrato, il latte è tiepido ed i semi iniziano a gonfiarsi con calore emanato.
Il caffè sta uscendo e finalmente posso dire che i miei sensi si stanno equilibrando al sapore dolciastro della stevia.
Ho acceso una sigaretta altro vizio da cancellare, mi sono seduta vicino la finestra e pensavo al mio nuovo post da condividere con voi quando all'improvviso un vicino esclama:
"ti sei svegliata e non hai nemmeno fatto il letto, sei un disastro!".
Questa frase mi ha distolto l'attenzione dalla tazza e mi ha fatto pensare, ho pensato subito ai traumi che sta sviluppando in quella bambina, credo fosse una lei perché piangeva molto mentre preparavo il caffe, pensavo al fatto che quel padre frustrato, apatico, stanco e furioso una volta nel passato avesse sentito questa frase da uno dei genitori mentre l'altro sgridava quest ultimo per ciò che ha appena sentito, ed il mio pensiero si è catapultato nel futuro di quella bambina che non avrà fiducia in se stessa perché si sente un disastro, si sente annullata, insicura, piena di dubbi, infelice e cercherà di essere assecondata, cercherà conferme dove non ce n'è bisogno e si innamorerà di chiunque solamente per sostituire l'assenza e la sfiducia del padre. Pensateci, la figura paterna per una figlia è di primordiale importanza.
Il mio intento non è quello di giudicare l'educazione di quest uomo o di fare la morale sul come educare i figli perché io non ne avrei il diritto in quanto non sono un genitore, non sono una mamma.
Vorrei solo fare una riflessione sulla pesantezza delle parole, di fare attenzione a ciò che si dice agli altri perché le parole dette in furia e poi dimenticate per l'altra persona invece saranno ricordate per sempre.
Fate attenzione a ciò che esclamate quando siete in preda alla furia e all'angoscia, respirate profondamente e contate fino a 10, se serve allontanatevi dalla persona che vi ha fatto arrivare al punto di perdere le staffe, l'allontanamento aiuta a calmarvi, poi ritornate e chiarite.
Vale per ogni situazione, questo del padre è un tema difficile e anche sensibile.
Sono aperta a qualsiasi domanda da parte vostra e rimango a disposizione se doveste aver bisogno di una compagna con la quale parlare.
Sino ad allora vi abbraccio e vi auguro tanta serenità,
La vostra Ana.


Commenti
Posta un commento
Grazie per avermi scritto :)