Nuvole bianche


 Buongiorno cari lettori, 

Vi lascio la mia playlist preferita, la uso per studiare, leggere, pensare e concentrarmi:

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Spesso la uso per farmi venire fuori le emozioni più forti, chiudo gli occhi e vivo le mie emozioni senza respingerle, le accetto, le coccolo e le rispetto perché in fin dei conti siamo tutti fatti di emozioni e senza di esse chi saremmo? Un corpo, pelle e ossa che camminano insieme, ma se non ci fossero i pensieri, i ricordi, le memorie, la nostra storia che stanno appese ad un filo così ben organizzato e connesso a quelle che si chiamano emozioni, noi non saremmo nient'altro che un'ombra. 

Ma da dove vengono fuori queste parole? 

Ho sempre rifiutato di essere una persona sensibile, ma cosa significa essere sensibili? 

Secondo la mia Enciclopedia preferita, la Treccani la parola sensibile tocca molti aspetti, musica, letteratura, matematica ma anche ciò che è la persona: 

vi lascio un frammento di ciò che spiega Treccani:

Il termine vale sia " che può sentire " o " capace di sentire " (designando il soggetto della sensazione), sia " che può essere sentito " (e indica ciò che è oggetto di sensazione, ciò che cade sotto i sensi); si contrappone a ‛ insensibile ' (v.), ‛ intellettuale ' (v.), ‛ intelligibile ' (v.).

Tornando a ciò che stavo dicendovi prima, negli anni passati rifiutavo di essere una persona sensibile perché spesso mi lasciavo toccare da tutto ciò che l'esterno mi trasmetteva, ciò che sentivo, ciò che vedevo, non ero letteralmente capace di smistare le informazioni, tutte andavano nella scatola degli accumuli che prima o poi sarebbe esplosa e infatti esplodeva.

Ma come si impara a togliere ciò che fa male dalla nostra vita? 

La risposta è: crescendo, conoscendo, vivendo, interagendo anche con persone che ti amano e ti danno "una svegliata" oppure facendo le stesse azioni in cerchi a noi non conosciuti, uscendo dalla zona di conforto, spingendo la forza di gravità a farci scegliere di volare e non di restare fermi a ciò che noi già conosciamo perché tale atteggiamento ci porterà a sentirci inutili, senza uno scopo, e da lì arriva lo stress, l'ansia, l'angoscia, la furia, domande senza risposta. 

Ma non vi parlo di queste cose in questo modo perché io sia una psicologa, vi parlo della mia esperienza personale, non dimenticate che questo blog ha alla base esperienze e vissuti personali.

Io ciò che vi ho appena scritto l'ho sentito sulla mia pelle, ho avuto momenti nella mia vita in cui non sapevo chi fossi, cosa volessi, dove andare e cosa scegliere. 

Ragazzi a me la terapia ha salvato la mia vita, lì sono cresciuta molto, ho estrapolato informazioni dal mio subconscio che non credevo di avere, non credevo che dopo anni fossero ancora vive e mi dessero così tanto da sbattere la testa al muro. 

Ma oggi sono qui per un altro motivo.

Due giorni fa ho parlato con Andreea, dopo averle detto che sento di non aver concluso con Vlad, dopo averle detto che soffro e piango perchè non ho risposte lei mi ha consigliato di parlargli se ne sento il bisogno ma di pensare bene a cosa volessi dalla discussione, dopo aver parlato con lei sono uscita e ho camminato fino all'esaurimento le mie gambe avevano bisogno, no non le mie gambe perchè il sentire di camminare significa secondo la mia psicologa che la testa vuole che tu vada avanti, fare km significa non scappare dal problema ma fare passi avanti per risolverlo, dopo 6 km di camminata sono tornata a casa, ho mangiato la mia insalatona, doccia e a letto, l'indomani la stessa storia e così ragazzi siamo a ieri sera.

Ho scritto a Vlad, ero con la testa in due cuscini e guardavo lo schermo:

messaggio inviato - messaggio consegnato 

Mi ha risposto, abbiamo parlato per 3 ore, so che a lui non faceva bene parlarne, non gli piace riprendere discorsi che lui crede di aver risolto, ma come fai a risolvere se non senti anche il parere della persona che ti ha creati questi ultimi?

Io la penso così magari mi sbaglio, ma accetto la sua diversità e gli ringrazio per avermi permesso di fargli mille domande, ridere, ricordare, piangere e sorridere insieme a lui. 

Mi ero dimenticata quanto ci conoscessimo, quanto sappiamo l'uno dell'altra e si gli ho detto che lo amo, non sapevo più cosa si provasse a dire Ti amo alla persona che si ama. 

Come mi sono sentita? Tutto il tempo avevo le mani e i piedi ghiacciati, il viso rosso fuoco e il cuore mi batteva forte e le mie mani corrono sulla tastiera e so che da ora in poi proverò sempre qualcosa per lui e anche lui per me. 

Il senso di appartenenza a lui, il sentimento di amore, famiglia, considerazione e tutto quello che comporta una relazione li abbiamo avuti ma non abbiamo saputo gestirli. 

Chi poteva dirci come fare se non vivendo e provando sulla propria pelle? 

I milioni di articoli, post e video che girano su internet su come comportarsi oppure " 7 metodi per fare andare bene la tua relazione" sono tutte cazzate.

Tutto è soggettivo da persona a persona e da coppia a coppia e noi siamo stati tutto l'uno per l'altra e adesso dopo aver scritto tanto sento che mi dispiace, che avrei voluto che le cose andassero in modo diverso, in modo migliore, perché? Perché lo amo ecco perché e funziona così, quando ami lotti, fai compromessi, accetti, rispetti, sbatti la testa a muro fino a conoscersi e sapere cosa vuole o non vuole l'altro, fino a sapere quali sono i limiti di entrambi, fino a sapere che non si può vivere l'uno senza l'altra e che Ana non può far parte di una frase diversa di Vlad. La proposizione primaria non può vivere senza la secondaria quindi… 

Cosa succederà? Non lo so, non voglio pressare più niente, una cosa la so però, chi è fatto per stare insieme, la propria metà, il filo rosso che vaga per il mondo arriveranno tutti ad essere insieme un giorno e forse con il loro incontro arriverà anche per me la pace. 

Forse l'altra metà della mela non è a Bucarest, sarà in Guatemala a bere caffè e a scrivere articoli per il New Times e chi lo sa? Forse è un metallaro che ama disegnare e chi lo sa?

State tranquilli non dico che rimarrò sola a vita, tutti meritiamo l'amore e tutti meritiamo la pace. 

Dico solo che Vlad è ancora un punto di domanda al quale voglio trovare risposta e vaffanculo ai segni zodiacali, mi sono ammalata fino a credere che il mio sia solamente l'acquario o il gemelli. E ora cosa farò? Starò a vita a cercare l'acquario o il gemelli perfetto?

Nel frattempo mi è arrivata la spesa del Lidl e sono andata a pagarla e sistemarla, sono senz'auto e qui a Firenze il Lidl più vicino è a 40 minuti d'autobus ma ve ne rendete conto? 😨😂

Cos'altro posso dirvi? Mi sento più tranquilla, sapere che condividiamo gli stessi momenti è più facile, lo sento vicino a me. E allora se ci amiamo, se quello sguardo innamorato c'è in entrambi, quella voglia matta di parlare non è finita, e so che se lo incontrassi domani lo abbraccerei fino a piangere lui perché non è più nella mia vita? Perché non è qui accanto a me a dirmi che va tutto bene e che presto torneremo a bere il caffè con 2 cucchiaini di zucchero in una mattina domenicale?

Piango, sì che piango perché il vino con te è più buono se versato in quei bicchieri orrendi di Jumbo, la pizza è più buona se la mangio dalla tua scatola e rubarti le patatine del Mc è sempre così bello perché guardarti mangiare il tuo cibo è un gesto d'amore che vale un milione di abbracci. 

E mi manchi e vorrei poterti dire che ti rivoglio però ho paura, perché sapevo che la nostra conversazione sarebbe arrivata a questo, però ti voglio dire una cosa:

"Preferisco averti parlato e consapevolizzare che ti amo piuttosto che odiarti per non avermi chiamata, messaggiato o detto più volte che mi ami, incoraggiata in modo diverso, se non avessi preso a bere perché noi non andavamo bene e che si stava frantumando tutto davanti ai nostri occhi".

Grazie per avermi fatto crescere, migliorare, amarmi, per la tua pazienza, per le tue parole, per gli abbracci, per il tuo buon umore, per avermi amata quando nemmeno io sapevo come fare e ti ringrazio per avermi resa una persona forte, sprigionata dai mille perché, grazie per avermi resa diretta, senza veli, grazie per avermi detto anche quello che non volevo sentirmi dire e ti ho odiato spesso per questo e spesso penso che senza di te non sarei la persona che sono adesso e derido le persone che si nascondono dietro a un dito o che hanno paura di dire ciò che pensano e questo è anche grazie a te. 

Ti amo


Cari lettori fino al prossimo post vi auguro amore e felicità e soprattutto pace.

La vostra Ana 




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