Piove ☂

Piove ☂
A cosa ti fa pensare questa parola?
C'era una volta una bambina che aveva all'incirca 8 anni, era una grande sognatrice ma anche malinconica, sognava ad un qualcosa al quale aspirare, sognava al suo principe azzurro che da grande verrà a salvarla dalla sua eterna noia.
Le notti d'inverno erano lunghe e per quanto lei possa ricordare, la pioggia iniziava nel tardo pomeriggio nell'ora dei compiti e finiva poco prima dell'ora di cena, in tavola si servivano le prelibatezze poco prima preparate dalla mamma e subito dopo coperte e odore di pioggia, dalla finestra si sentivano le gocce grandi sbattere sulla finestra e l'acqua scivolare giù dal balcone dritta dritta sull'asfalto. 
Sì, una volta pioveva davvero tanto in quella piccola isola nel bel mezzo del Mediterraneo, da piccola la bambina credeva che tutta l'acqua del mare fosse dovuta da quelle piogge che non finivano mai, sognava e fantasticava su avvenimenti ed immagini che forse non esistevano ma che nella sua immaginazione prendevano colore, odore e movimento. 
Chiudere gli occhi e credere di far parte di un film ottocentesco era la favola migliore da raccontare ai suoi pupazzi appesi lì su nella sua cameretta. 
Ricorda che una volta vide un film ambientato nell'800 c'era qualcosa con dei viaggi nel tempo o qualcosa di simile, per giorni interi nella sua piccola stanza sognava di far parte di quel film e interpretava la bambina da lei vista in quelle stesse scene. 
Non sa per l'esattezza quando questa eterna reinterpretazione ebbe fine, forse crescendo o forse in quel stesso giorno in cui scoprì che anche col sole la pioggia era possibile. 
Era così meravigliata di quell' avvenimento che appena la mamma tornò dal lavoro, lei corse subito a raccontarglielo incredula e felice. 
La bambina diventò adulto e la sua fissazione per la pioggia rimase, aveva all'incirca 24 o 25 anni quando un pomeriggio primaverile uscì per fare la spesa nel suo negozio preferito, dopo aver pagato usci dal negozio e si rese conto che la pioggia stava diventando fitta e che non avrebbe avuto tempo per ritornare a casa senza potersi bagnare, anche se avesse avuto un ombrello non sarebbe servito in quanto le sue mani erano occupate a portare la spesa.
I suoi occhi si aprirono come il suo naso, tutti i sensi erano pronti ad assaporare quella pioggia di primavera, le sue orecchie ascoltavano la sinfonia della pioggia cadere dagli alberi sull'asfalto, il naso era letteralmente impazzito dall'odore della terra bagnata e la pelle anch'essa felice di sentire quell'acqua fresca cadere sulla maglia ed inzupparla fino a renderla quasi trasparente. 
Questa sinfonia di emozioni, rumori, odori la facevano sentire felice come quella volta che guardò un pomeriggio intero l'acqua cadere dalla finestra ma senza avere la possibilità di toccarla e sognava un giorno di camminare nell'acqua come in quei film romantici. 
Ed eccola lì, camminava e l'acqua la toccava come se un secchio le si fosse rovesciato addosso, gli occhiali erano diventati accecanti per i suoi occhi ma la felicità era alle stelle, arrivata a casa tolse i vestiti bagnati ed iniziò a ridere a crepapelle per la bellissima esperienza appena vissuta. 
Ogni volta che la pioggia inizia a toccare la terra lei anche oggi corre alla finestra ed immagina di essere lì con lei bambina promettendole di vivere e rivivere i momenti in un modo felice, a pieni polmoni, odorando la terra e sentendo l'acqua che dalla finestra entra senza permesso nella stanza. 
La pioggia rende un po' tutti malinconici, è come se ci aprisse la mente e nello stesso momento ci ripulisse, è come il primo bagno al mare dopo un lungo inverno. 

Amo raccontare e raccontarmi, vivere e rivivere i miei momenti quelli salvati in un angolo del mio cuore e raccoglierli come un fiore appena sbocciato. 

Sognate, aprite il cuore e siate felice.
Fino alla prossima volta io vi abbraccio e vi auguro giorni sereni. 

La vostra Ana






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