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Lasă-te luat de vânt, ușor ușor, acolo departe spre mare, acolo unde aerul este curat, culoarea marii este albastră aproape transparentă.
Mi piace da impazzire scrivere nella mia lingua, i suoni sono così dolci e malinconici, il ricordo di casa è ormai così lontano, ha un gusto dal sapore amaro come il caffè che prendo tutte le mattine. Lo zucchero è l'amore che provo per te e mi nutro costantemente dell'idea che tu non svanirai mai, non ti nasconderai dietro l'errore di una domenica di agosto, come un vigliacco.
Oggi, come ieri ho tanta voglia di scrivere, il mio unico problema è che non ho un argomento, so di voler sentirmi libera di battere i tasti del mio pc ma sinceramente non so su che cosa filosofare.
Sento di essere una persona che immagina di scrivere, colorare e dipingere le pagine della sua vita con le migliori note possibili.
L'arte è l'unico modo per poter dimostrare a me stessa il bello delle cose. Ogni giorno nella mia mente si creano idee dal carattere filosofico, letterario, ogni cosa, ogni piccolo oggetto, animale, pianta, forma hanno un perchè.
Non riesco letteralmente a vedere le cose in maniera differente, immagino che tutto abbia un colore, una forma, un significato psicologico, legato alla mente, ai sentimenti.
Adoro potermi definire attraverso tutto ciò. Per me non esiste un qualcosa e basta, tutto quello che è tangibile a me deve avere una spiegazione.
Dove sei quando non immagini? Non sono una persona sociale, social sì, ma non sociale.
Credo di far parte di quella generazione che sogna attraverso un libro, un cellulare, o un quadro. Le persone mi spaventano, ho trovato in loro, spesso e volentieri, un qualcosa che mi spaventava e mi faceva sfuggire e fuggire nei miei pensieri, nei miei libri, nella mia camera, e soprattutto nella mia musica.
Per anni sono stata esiliata con la mia musica, nel mio cervello. Lì ho imparato molto su di me, so cosa mi piace e cosa no. So chi sono e chi vorrei ancora e ancora diventare.
Sì, le persone mi spaventano non amo socializzare così in fretta, spesso le apparenze mi ingannano e vorrei poter essere più aperta ma non riesco. Amo poche persone, accetto pochissime persone e ne stimo così poche di tutte quelle che conosco da poter adirittura chiuderle tutte in una stanza e poter starci anni e anni senza annoiarmi.
Non amo la superficialità, quella legata allo stare insieme per non sentirsi soli.
Sono di quei pochi che dicono: meglio soli che male accompagnati.
Le tante persone conosciute negli anni, le quali ho amato, stimato e tutto sono scappate, si son voltate e basta.
Ho dato troppo forse questo è il problema, o forse il problema è che io sono o nero o bianco o forse il problema è proprio questo: sono troppo radicale.
Dovrei imparare a dare a poco a poco, o forse tenere per me certe cose. Ma come? Io se voglio bene, voglio bene con l'anima altrimenti sei come tutti gli altri che passano vicino a me degli estranei e punto.
Parlo di quel che ho perso, del desiderio di avere quelle due amiche che ho sempre avuto. Parlo dell'unica che mi è rimasta e del grande bene che le voglio.
Amo poter sentirmi artefice delle mie parole e vantarmi della capacità di esprimerle qui con chiunque mi leggesse.


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Grazie per avermi scritto :)